“Sentire” quando si è affaticati

L’attività dell’organismo umano, come quello di molti animali, è regolato dal sistema nervoso autonomo, il quale è suddiviso in due branche: sistema parasimpatico e sistema simpatico. Il primo ha una prevalenza di attivazione nelle situazioni di vita normali in cui non è richiesto un intervento “energico” all’organismo, mentre il secondo dirige le situazioni in cui è richiesto di reagire in tempi brevi, come accade in una situazione di pericolo. Quando l’uomo avverte una condizione di pericolo si attivano una serie di reazioni ormonali che insieme vanno sotto il nome di “reazione di lotta e fuga”. Quello che succede ad un animale che deve combattere per la sopravvivenza è:

 

1- aumento dell’ossigenazione dei muscoli
2- aumento gettata cardiaca (frequenza e forza di contrazione, pressione arteriosa)
3- aumento pervietà bronchi (broncodilatazione, inibizione secrezioni)
4- vasodilatazione nel territorio muscolare
5- aumento della forza di contrazione
6- aumento dell’apporto di substrati energetici (glicogenolisi, lipolisi)
7- riduzione perdite di sangue da ferite: vasocostrizione cutanea
8- aumento aggressività e reattività
9- midriasi (combattimenti notturni e visione da lontano)
10- pilo erezione
11- aumento del tono basale

Tutte queste variazioni sono estremamente positive quando lo stato di allerta risulta limitato nel tempo e, soprattutto, trova uno “sfogo” in un’azione. Se, al contrario, la situazione di “allerta” è permanente, si induce uno stato di distress. Notiamo che l’allenamento ripetuto è per l’organismo uno stato di allerta “cronico” che induce uno stress che si somma a quello caratterizzato dalla comune vita sociale, ovvero famiglia, lavoro, scuola etc.. La metodologia dello sport ha studiato come, lo stato cronico di allerta determinato dagli allenamenti (e non solo), può essere gestito con il recupero al fine di potenziare le capacità atletiche: è il concetto di supercompensazione. Semplificando all’estemo, se si riesce ad introdurre dei recuperi all’interno dell’attivazione cronica del sistema simpatico l’organismo ne esce potenziato. Quando ciò non avviene si precipita nell’abisso dell’overtraining. Come capire quando vanno inserite queste “pause” di recupero? L’attivazione cronica del sistema simpatico, con le reazioni sopra elencate (soprattutto in seguito ai punti 7 e 11), ha come conseguenza un’aumentata rigidità muscolare e un raffreddamento delle estremità (mani e piedi). L’overreaching, o situazione di affaticamento è principalmente periferico, cioè a dire che si manifesta a livello muscolare. Se siamo attenti ad ascoltare le sensazioni che il nostro corpo invia saremo in grado di capire la qualità del nostro recupero. Chi non vuole fidarsi della sensazione di “rigidità” avvertita, può semplicemente eseguire qualche semplice esercizio di allungamento per constatare un decadimento della flessibilità. Se non si provvede a recuperare l’overreaching, esso può degenerare in overtraining, il quale ha un impatto a livello centrale andando a modificare l’assetto ormonale ed immunologico. Cosa fare per recuperare? Curare l’alimentazione e, naturalmente, meditare.

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2 pensieri su ““Sentire” quando si è affaticati

  1. Ho appena scoperto questo blog e ho letto subito tutti gli articoli di Body&Mind, veramente scritti bene e interessantissimi! Spero in altri articoli! Ciao!

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