HIIT e adiponectina: più performance e più salute

L’adiponectina è un ormone che modula diversi processi metabolici tra cui la regolazione del glucosio e il catabolismo degli acidi grassi (Lafontan et al. 2006). E’ secreta dal tessuto adiposo nella sua funzione di organo endocrino. La sua concentrazione nel sangue è inversamente proporzionale alla quantità di tessuto adiposo, infatti nelle persone obese si rileva una concentrazione più bassa rispetto alla norma.

L’adiponectina agisce promuovendo l’ossidazione degli acidi grassi nel tessuto muscolare, riduce la sintesi a livello del fegato diminuendo anche la produzione di glucosio. L’adiponectina agisce su due recettori: AdipoR1 e AdipoR2 localizzati principalmente sul tessuto muscolare esul tessuto epatico, questi una volta legato l’ormone attivano la AMPK (protein chinasi attivata da AMP) che a sua volta fosforila l’Acetil-CoA carbossilasi (Dyck et al. 2006), diminuendo la sintesi degli acidi grassi, essa ha, inoltre, proprietà antiaterogeniche ed antinfiammatorie. Questo importante ormone ha un ruolo protettivo verso il rischio cardiovascolare, inoltre, grazie al suo potere anti-infiammatorio, è una regolatrice del danno cardiaco. Un aumento di adiponectina è correlato ad aumentata tolleranza al glucosio, aumento del colesterolo HDL (quello buono), diminuzione dell’insulino resistenza, diminuzione sintesi trigliceridi, diminuzione del rischio di sviluppare arteriosclerosi e diabete di tipo 2. Da quanto esposto possiamo renderci conto dell’importanza di avere elevati livelli di questo ormone. La buona notizia è con determinati esercizi fisici è possibile stimolare sensibilmente la produzione di adiponectina, solo però se questo ha una determinata intensità , come durante le High Intensity Interval Training (HIIT). In un recente studio Shing e collaboratori (2013) hanno valutato l’effetto sulla produzione di adiponectina e la composizione corporea in atleti sottoposti a due diversi programmi di allenamento. Gli atleti praticavano canottaggio a livello agonistico e sono stati suddivisi in due gruppi a cui è stato assegnato un diverso tipo di allenamento per 4 settimane. L’unica differenza nel protocollo di allenamento consisteva in 2 sessioni settimanali che per il gruppo HIIT prevedeva 8 ripetizioni da 2,5 minuti al 90% della potenza massima rilevata in un test incrementale di 4′, con recupero 40% della stessa potenza massima fino al raggiungimento del 70% della frequenza cardiaca massima, mentre per il gruppo tradizionale consisteva in due sessioni di circa 40′ ad intensità pari alla soglia aerobica. Gli altri allenamenti erano uguali per entrambi i gruppi. I risultati mostrano che solo il gruppo HIIT ha avuto un incremento nella produzione di adiponectina a riposo ed un decremento della massa grassa in favore di quella magra, inoltre si è avuto un aumento della potenza massima nel test dei 4′ ed un aumento di circa il 7% nel VO2max rispetto al gruppo tradizionale. Già uno studio di Moghadasi e collaboratori (2011) aveva mostrato un incremento dell’espressione genica e della concentrazione di adiponectina in seguito ad un training basato sulle HIIT di 12 settimane su soggetti non allenati. Secondo Shing è possibile che gli atleti siano meno sensibili all’aumento dell’adiponectina poiché il livello è già più alto rispetto ai sedentari grazie all’adattamento indotto dagli allenamenti. Per Jürimäe e collaboratori (2006) l’incremento della produzione di adiponectina è associato ad un miglioramento della performance e del recupero influendo direttamente sulla bioenergetica muscolare. E’ stato ipotizzato che l’adiponectina abbia un effetto diretto sulla biogenesi dei mitocondri (Shing et al. 2013) avvalorando la tesi che le HIIT siano un ottimo allenamento per lo sviluppo funzionale e strutturale del “motore” aerobico. Le HIIT sembrano non finire mai di evidenziare il loro ruolo nell’aumento della prestazione sportiva, ma soprattutto nell’essere una vera “medicina” per il nostro organismo.


Dyck, DJ, Heigenhauser, GJ, and Bruce, CR. The role of adipokines as regulators of skeletal muscle fatty acid metabolism and insulin sensitivity. Acta Physiol (Oxf) 186: 5–16, 2006.

Lafontan, M and Viguerie, N. Role of adipokines in the control of energy metabolism: focus on adiponectin. Curr Opin Pharmacol 6: 580–585, 2006.

Jürimäe, J, Purge, P, and Jürimäe, T. Adiponectin and stress hormone responses to maximal sculling after volume-extended training season in elite rowers. Metabolism 55: 13–19, 2006.

Moghadasi, M, Mohebbi, H, Rahmani-Nia, F, Hassan-Nia, S, Noroozi, H, and Pirooznia, N. High-intensity endurance training improves adiponectin mRNA and plasma concentrations. Eur J Appl Physiol 112: 1207–1214, 2011.

Shing, CM, Webb, JJ, Driller, MW, Williams, AD, and Fell, JW. Circulating adiponectin concentration and body composition are altered in response to high-intensity interval training. J Strength Cond Res 27(8): 2213–2218, 2013

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