Esercizio fisico e creatività

Il corpo umano è una grande società, infinitamente più complessa delle società di esseri umani, tuttavia riesce a garantire il perfetto funzionamento ed integrazione delle sue parti. Come è possibile questa splendida coordinazione? Ogni singola cellula all’interno del nostro organismo è informata di quanto accade in ogni sua parte attraverso un efficientissimo sistema di comunicazioni.

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VO2max: cos’è e come si allena

Il VO2max è un concetto spesso frainteso, specie quando si mette in relazione con l’intensità degli allenamenti. La definizione analitica che viene data in fisiologia è espressa dalla legge di Fick:

VO2max = Q x Δ(a-v)

In cui, Q è la gittata cardiaca, ovvero la quantità di sangue espulsa dal ventricolo sinistro in un minuto, che è uguale al prodotto della frequenza cardiaca (FC) per la gittata sistolica (SV). Δ(a-v) rappresenta la quantità d’ossigeno che le cellule riescono ad estrarre ed utilizzare dal circolo sanguigno durante il passaggio del sangue nei capillari. Sostanzialmente il VO2max è quindi condizionato:

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Il metabolismo del lattato (parte prima)

Uno dei temi più controversi e male interpretati della fisiologia dell’esercizio riguarda il metabolismo del lattato. Sul lattato si è detto e scritto, tutto e il contrario di tutto e, ad oggi, pare che il concetto generi ancora qualche fraintendimento. Perché il lattato riveste un ruolo così importante nella preparazione fisica? L’attenzione posta sulla cinetica del lattato, ovvero su come varia la sua concentrazione nella cellula e nel sangue, deriva dal suo legame con l’intervento dei sistemi energetici durante l’esercizio fisico.

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CITOCHINE, SALUTE ED ESERCIZIO FISICO

Citochine

Le citochine sono delle proteine secrete dalle cellule del sistema immunitario per coordinarne il funzionamento, tuttavia recentemente si è scoperto che molti altri tipi di tessuti sono in grado di produrle con azioni molto importanti per l’organismo. Agiscono come messaggeri e per molti aspetti si comportano come gli ormoni, riuscendo a trasportare l’informazione anche molto lontano dal sito di produzione ed esercitando un’azione endocrina. Generalmente il loro campo di intervento è molto circoscritto con un effetto “autocrino”, che significa sulla cellula stessa che le ha prodotte, modificandone il comportamento, o “paracrino”, comunicando con le cellule adiacenti.

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Lo stress: come gestirlo (parte terza)

Uno studio di Zautra e collaboratori (2010) ha indagato l’effetto di una riduzione volontaria della frequenza respiratoria, pari alla metà di quella abituale, su due gruppi di soggetti sottoposti a stimoli termici dolorosi. Un gruppo era costituito da donne affette da fibromialgia, una sindrome caratterizzata da dolore muscolare diffuso cronico, mentre il gruppo di controllo era costituito da donne in buono stato di salute. Secondo gli autori dello studio la fibromialgia ha origine da uno squilibrio dei centri nervosi deputati al controllo delle emozioni e implica uno sbilanciamento del sistema nervoso autonomo nel rapporto tra sistema simpatico e parasimpatico.

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Lo stress: effetti (parte seconda)

Nel precedente articolo ho parlato di quali sono le cause che determinano lo stress e di come agisce sull’organismo. La domanda rimasta in sospeso rimandava alla possibilità di utilizzare delle tecniche per attenuare e ridurre gli effetti dello stress, prima vorrei analizzare gli effetti dello stress. Desidero puntualizzare e soffermarmi particolarmente sulla terminologia utilizzata. Le tecniche di riduzione dello stress servono a ridurre gli EFFETI che lo stress esercita sull’organismo ed in qualche misura a rendere consapevoli che nella nostra condotta di vita c’è qualcosa da variare. Il “qualcosa da variare” sono le CAUSE determinanti che hanno a che fare con uno stile di vita non equilibrato di cui occorre farsi carico. Esistono svariate tecniche per riequilibrare il nostro organismo: Yoga, Meditazione, Musico terapia, terapie Cognitive, etc. Ognuna di esse agisce a diversi livelli e con differente impatto sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino. Nel prossimo articolo presenterò una tecnica basata sulla respirazione, quindi cerchiamo di chiarire perché è importante la respirazione e come lo stress la condiziona.

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Lo Stress (parte prima)

Cosa è lo stress? Come agisce? E’ possibile controllarlo? Il termine stress ha assunto, nell’immaginario collettivo, un connotato del tutto negativo nonostante, nella realtà, esso sia un processo fondamentale per il mantenimento della vita. Il fisiologo Hans Selye, introdusse il temine stress in ambito psico-fisiologico in un libro che è una delle pietre miliari della ricerca fisiologica: “Stress without Distress (1974)”.

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Block periodization e polarized training

Nello scorso articolo ha accennato al modello di periodizzazione classico, il quale prevede una successione di “periodi” che divengono progressivamente più specifici all’approssimarsi dell’evento (o eventi) clou pianificato per la stagione agonistica. Abbiamo anche ricordato che tale modello risulta molto datato e prescindeva da alcune considerazioni squisitamente biochimiche e fisiologiche. Ma come si allenano in realtà gli atleti Elite? Esiste un modello alternativo di pianificare la stagione agonistica?

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Polarized Training

Nello scorso articolo abbiamo analizzato la tendenza “moderna” nella periodizzazione dell’allenamento, la BLOCK PERIODIZZATION. Ricordo che la periodizzazione è un modo di suddividere la stagione agonistica per stabilire quali allenamenti e quando inserirli, per fare in modo che in un determinato periodo di tempo un atleta sia al massimo della condizioni psicofisica. Questo tipo di periodizzazione prevede dei “blocchi” settimanali (detti microcicli) in cui si cerca di stressare la qualità da sviluppare, a cui vanno fatti seguire dei blocchi di mantenimento o di sviluppo di altre qualità.

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Periodizzazione ed endurance

Nella metodologia dell’allenamento con il termine “periodizzazione” si fa riferimento ad una razionale ripartizione degli stimoli allenanti nel corso della preparazione atletica, al fine di massimizzare la performance, in vista di un determinato evento. Agli albori dello sport organizzato gli atleti per essere competitivi solitamente usavano ripetere in allenamento frazioni di gara. Il ragionamento alla base era del tipo: “Se devo essere competitivo in quel tipo di prestazione, mi devo allenare facendo cose simili a quel tipo di gara”.

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