Lo stress: effetti (parte seconda)

Nel precedente articolo ho parlato di quali sono le cause che determinano lo stress e di come agisce sull’organismo. La domanda rimasta in sospeso rimandava alla possibilità di utilizzare delle tecniche per attenuare e ridurre gli effetti dello stress, prima vorrei analizzare gli effetti dello stress. Desidero puntualizzare e soffermarmi particolarmente sulla terminologia utilizzata. Le tecniche di riduzione dello stress servono a ridurre gli EFFETI che lo stress esercita sull’organismo ed in qualche misura a rendere consapevoli che nella nostra condotta di vita c’è qualcosa da variare. Il “qualcosa da variare” sono le CAUSE determinanti che hanno a che fare con uno stile di vita non equilibrato di cui occorre farsi carico. Esistono svariate tecniche per riequilibrare il nostro organismo: Yoga, Meditazione, Musico terapia, terapie Cognitive, etc. Ognuna di esse agisce a diversi livelli e con differente impatto sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino. Nel prossimo articolo presenterò una tecnica basata sulla respirazione, quindi cerchiamo di chiarire perché è importante la respirazione e come lo stress la condiziona.

PERCHE’ RESPIRIAMO E COME FUNZIONA LA RESPIRAZIONE

La respirazione è l’unica funzionalità fisiologica che gode di una doppia regolazione: autonoma e cosciente. Senza che coscientemente dobbiamo fare alcunché i nostri polmoni si riempiono e si svuotano di aria in continuazione, tuttavia, se lo desideriamo possiamo decidere di variare ritmo e profondità del respiro. La respirazione ha lo scopo principale di prelevare l’ossigeno (O2) dall’ambiente e veicolarlo, attraverso il tessuto sanguigno, alle cellule di tutto il corpo, dove avviene la cosiddetta respirazione cellulare, ovverosia la produzione di ATP attraverso la fosforilazione ossidativa. Solitamente si usa suddividere le fasi della respirazione in tre parti: meccanica respiratoria, che riguarda i meccanismi che permettono all’aria di entrare ed uscire dai polmoni, diffusione e trasporto dei gas, che tratta le modalità attraverso cui O2 e CO2 sono scambiate a livello cellulare ed infine il controllo nervoso che si occupa di studiare come è regolato a livello nervoso il respiro. La vita di tutte le cellule del nostro organismo è garantita dalla seguente reazione biochimica detta fosforilazione ossidativa che avviene nei mitocondri : O2+substrati energetici (zuccheri, grassi)=CO2+H2O+energia (ATP). Come è possibile osservare O2 e CO2 sono i gas in gioco in questa reazione. Senza aria inspirata, e quindi O2, la vita non è possibile. Il controllo della ventilazione avviene per via riflessa con un meccanismo a feedback. Nell’aorta e alla biforcazione della carotide sono posti due baro-recettori (misurano la pressione) che misurano le pressioni parziali di O2 e CO2 informando il centro respiratorio. Nel midollo allungato e nel ponte sono situati altri recettori sensibili unicamente alla CO2 e al pH. Nell’insieme un lieve aumento della pressione parziale della CO2 e una diminuzione della pressione parziale di O2 provocano un aumento della ventilazione, così come variazioni dell’acidità del sangue (diminuzione pH). Lo scambio di O2 e CO2 con l’ambiente avviene a livello alveolare, all’interno dei polmoni. Gli alveoli sono dei piccolissimi “sacchettini” a diretto contatto con l’ambiente attraverso le vie respiratorie (dotti alveolari, bronchioli respiratori, bronchioli terminali, bronchioli, bronchi, trachea). Sono avvolti da capillari dove, per semplice diffusione avviene lo scambio dei gas respiratori. Ogni volta che inspiriamo introduciamo O2, mentre durante l’espirazione emettiamo CO2. In fisiologia si chiama CAPACITA’ FUNZIONALE RESIDUA (CFR) la quantità di aria presente nei polmoni al termine di una espirazione non forzata in un soggetto seduto. E’ composta da due porzioni, una che può essere espirata che si chiama VOLME DI RISERVA ESPIRATORIA (VRE), ed una che rimane sempre nei polmoni detta VOLUME RESIDUO (VR). In un soggetto normale la CFR corrisponde a circa 3 litri, ripartiti in 1,5 litri per la VRE ed 1,5 litri per la VR. Partendo dalla completa espirazione (CFR) è possibile inspirare circa 0,5 litri di aria che rappresenta il VOLUME CORRENTE, cioè la quantità di aria che normalmente scambiamo con l’ambiente. Ripassate velocemente le principali caratteristiche di dinamica respiratoria cerchiamo di capire come tutto questo può esserci utile per spiegare come respirare correttamente sia essenziale per restare in salute.

PERCHE’ SI ALTERA LA RESPIRAZIONE

Nello scorso articolo abbiamo descritto cosa accade nell’organismo quando siamo sottoposti ad uno stressor, o evento stressante. In particolare abbiamo descritto l’azione esercitata dalla rapida attivazione di due componenti: la parte simpatica del sistema nervoso autonomo (SNA) e l’asse ipotalamo-pituitario-adrenergico (HPA). La prima è molto veloce e utilizza le terminazioni nervose che scaricano direttamente nella midollare del surrene, provocando il rilascio di adrenalina ed epinefrina, due ormoni noti come catecolamine la cui azione è legata all’attivazione dei sistemi nervoso e motorio. La seconda utilizza la circolazione sanguigna per liberare l’ormone di liberazione della corticotropina (CRH) nella parte anteriore dell’ipofisi, la quale reagisce liberando un altro ormone, l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) che, seguendo il flusso sanguigno, giunge alla zona fascicolata della corticale del surrene ove stimola la biosintesi del glicocorticoide cortisolo. Ma cosa comportano queste variazioni fisiologiche? In particolare si rilevano i seguenti effetti:

1. accelerazione del battito cardiaco e della frequenza respiratoria;

2. inibizione della digestione;

3. costrizione dei vasi sanguigni non importanti per l’azione;

4. dilatazione dei vasi sanguigni nella muscolatura preposta all’azione;

5. inibizione delle ghiandole lacrimali e salivari;

6. dilatazione delle pupille;

7. vista focalizzata;

8. tremore;

9. rilassamento della vescica urinaria.

Questi effetti portano ad un irrigidimento muscolare (a carico anche del diaframma) e una riduzione della circolazione periferica, infatti le persone stressate e depresse hanno solitamente le mani ed i piedi sempre freddi! Aumenta la frequenza respiratoria e ogni atto respiratorio diviene meno profondo variando, di conseguenza, le pressioni parziali di O2 e CO2 e questo ha delle notevoli conseguenze a livello fisiologico. L’aria atmosferica che inspiriamo contiene circa il 21% di ossigeno, lo 0,03% di CO2 ed il 78% di azoto. L’aria espirata contiene, in condizioni di salute, il 5% di CO2. L’aumento della frequenza respiratoria riduce la pressione parziale di CO2 espirata variando di conseguenza l’equilibrio del pH, spostando la condizione organica verso l’alcalosi. Il problema dell’alcalosi è che l’emoglobina diviene più affine per il legame con l’ossigeno e quando giunge alle cellule dove deve rilasciarlo lo fa con più fatica conducendo ad un deficit di comburente per la respirazione cellulare. Quando gli eventi stressanti divengono cronici questa situazione si stabilizza ed una delle conseguenze comportamentali è quella di spostare la respirazione da diaframmatica (quella che tutti abbiamo da bambini) a toracica aumentando notevolmente gli atti respiratori. Paradossalmente un altro comportamento indotto dallo stress cronico è quello di trattenere il respiro molto spesso, il che porta ad un aumento di pressione con tutte le complicazioni che ne conseguono. La respirazione è in stretta relazione con tutti i sistemi dell’organismo. Il modo in cui respiriamo ha un diretto impatto sul cuore, sul sistema immunitario, sul sistema nervoso, sul sistema cardio-circolatorio e sul sistema endocrino. La respirazione toracica molto veloce, tipica dell’iperventilazione, abbassando la pressione parziale di CO2 causa un restringimento dei capillari cerebrali.

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