Esercizio fisico e creatività

Il corpo umano è una grande società, infinitamente più complessa delle società di esseri umani, tuttavia riesce a garantire il perfetto funzionamento ed integrazione delle sue parti. Come è possibile questa splendida coordinazione? Ogni singola cellula all’interno del nostro organismo è informata di quanto accade in ogni sua parte attraverso un efficientissimo sistema di comunicazioni.

La gestione della comunicazione è devoluta a tre sistemi che differiscono nelle modalità di consegna dei messaggi, ma che insieme formano una rete informativa senza uguali: il sistema nervoso, il sistema endocrino ed il sistema immunitario. La scienza che studia le interazioni tra quest’intricata rete di comunicazione si chiama psiconeuroimmunoendocrinologia, un nome che già descrive la complessità dell’argomento. Il sistema nervoso si incarica di veicolare le informazioni in modo quasi istantaneo, come ad esempio ciò che vediamo, udiamo e percepiamo, attraverso degli speciali rilevatori chiamati analizzatori sensoriali. Oltre agli analizzatori legati ai sensi: olfatto, udito, tatto, vista gusto, abbiamo molti altri “sensori” che ci informano della posizione del corpo nello spazio (analizzatori vestibolari), della posizione relativa dei segmenti corporei (analizzatori propriocettivi), del dolore (nocicettori) e dell’attività degli organi (endocettori). La caratteristica peculiare degli analizzatori sensoriali è di “trasdurre”, che significa tradurre, le informazioni di varia natura in segnali elettrici che sono rapidamente convogliati al sistema nervoso il quale le elabora per decidere che tipo di azione intraprendere. Quello che raccolgono gli occhi, ad esempio, sono onde luminose che colpiscono la retina, l’organo traduttivo dell’occhio, la quale le codifica in potenziali elettrici. Il sistema nervoso per certi versi può essere paragonato ad un circuito elettrico molto complesso. La sua principale funzione è di reagire ad eventi che necessitano di una presa di decisione rapida. Il sistema endocrino agisce ad un altro livello utilizzando la via chimica per scambiare le informazioni. I messaggi, infatti, sono veicolati da delle sostanze note come ormoni. Gli ormoni sono rilasciati nel sangue dalle ghiandole endocrine e circolano in tutto l’organismo fino a quando incontrano le cellule bersaglio, ovvero quelle che presentano un sito di legame che una volta attivato ne modifica l’attività. E’ come se il postino recapitasse la stessa lettera ai tutti i cittadini di un paese chiusa dentro una scatola con serratura, in modo che solo i quelli in possesso della chiave corretta possano leggerne il contenuto. Gli ormoni sono classificati in base alla materia di cui sono costituiti. Esistono ormoni peptidici, steroidei e amminici. Senza addentrarci in un campo molto complesso ci basti sapere che i peptidici sono costituiti da proteine gli amminici da amminoacidi e gli steroidei dal colesterolo. Il sistema endocrino ha lo scopo di veicolare informazioni che tendono a modificare il comportamento dell’organismo per un tempo relativamente lungo. Il sistema immunitario, oltre a garantire la protezione verso gli attacchi virali e batterici all’organismo, agisce anch’esso come mezzo informativo attraverso un meccanismo per molti versi analogo a quello del sistema endocrino. I messaggeri che utilizza sono molecole proteiche dette citochine, di cui parleremo diffusamente. Le recenti scoperte hanno ormai chiarito che il termine psiconeuroimmunoendocrinologia è superato poiché si è scoperto che il tessuto muscolare produce delle particolari citochine che sono state battezzate miochine. Esse hanno un’azione coordinata con le altre citochine e aggiungono un ulteriore livello di complessità comunicativa. I quattro sistemi sono in continua relazione e si condizionano in mutuamente. La stretta relazione tra i quattro sistemi è osservabile dall’influenza che ha il movimento sulla cognizione. Una leggenda narra che il liceo di Aristotele fosse chiamato “peripato”, composto da “peri” = intorno e “pàtos” = passo, ovvero passeggiare intorno, poiché il grande filosofo soleva impartire i suoi insegnamenti passeggiando. Anche il grande filosofo Friedrich Nietzsche (1889) affermava che: “Tutte le grandi verità sono concepite camminando”. A queste intuizioni la scienza ha dato corpo dimostrando come in effetti il movimento abbia delle conseguenze dirette sulla memoria, l’apprendimento e la creatività. In un recente studio condotto da ricercatori dell’Università si Stanford (Oppezzo M.& Schwartz L. 2014) sono stati effettuati alcuni esperimenti per verificare come il camminare sia collegato con l’espressione della creatività. Un primo esperimento ha confrontato la creatività attraverso il Guilford’s alternate uses (GAU), che misura il pensiero divergente ed il compound remote associates (CRA), il quale misura il pensiero convergente. Quarantotto studenti sono stati sottoposti ai test in due diverse situazioni sperimentali: seduti o mentre camminavano su un treadmill. I risultati mostrano un punteggio superiore dell’81% e del 23% rispettivamente nel GAU e nel CRA. Nel secondo scenario gli studenti sono stati sottoposti al GAU da seduti e successivamente mentre camminavano, mentre camminavano successivamente da seduti e mentre stavano seduti per due somministrazioni. Ancora una volta lo score fatto registrare durante la camminata risulta più alto, ma se i soggetti eseguono il test da seduti dopo aver camminato si nota comunque un miglioramento della prestazione rispetto alle condizioni seduto-seduto, a dimostrazione che l’effetto della camminata si estende per un certo periodo di tempo dal suo termine. Il terzo esperimento, così come il quarto hanno ripetuto l’esperimento in un ambiente naturale anziché nell’artificialità di un laboratorio. I risultati si mostrano migliori sotto l’aspetto della generazione di analogie. Questi ultimi risultati sono la conferma di un altro studio Berman e collaboratori (2008) in cui si dimostra che camminare in un ambiente naturale svolge un’azione di ristoro sulle capacità attentive. I risultati sono una dimostrazione della Attention restoration theory (ART), secondo la quale gli ambienti urbani contengono una enorme quantità di stimoli con cui deve confrontarsi l’attenzione saturando il suo funzionamento. E’ noto, infatti, che l’attenzione è un filtro che il sistema nervoso utilizza per filtrare l’infinità di informazioni che altrimenti dovrebbe elaborare. Se volete mantenere mens sana in corpore sano il miglio consiglio è quello di una bella escursione in montagna, riuscirete ad allenare contemporaneamente capacità aerobiche e cognitive!!

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