Esercizio fisico e Alzheimer’s

L’esercizio fisico non finisce di riservare sorprese. Più volte ho parlato dell’effetto preventivo dell’attività fisica e del movimento in diverse patologie di carattere prevalentemente metabolico, come il diabete di tipo 2, la sindrome metabolica, l’obesità e l’insorgenza di molte forme tumorali. alzheimers-brainpuzzle-512Se questo non bastasse sempre più ricerche confermano il ruolo dell’esercizio fisico come “medicina” preventiva verso diverse forme di malattie mentali. Le persone con il gene APOE e4, sono più predisposte a contrarre malattie mentali e demenza in età avanzata, il classico caso di genetica “svantaggiosa”.

Nello scorso articolo avevo parlato di come l’epigenetica, ovvero la modifica temporanea del genoma attraverso la metilazione delle basi del DNA, può “correggere” questo svantaggio riducendo sostanzialmente la probabilità che la determinazione genetica compia il suo corso. In particolare si era discusso di come l’attività aerobica sia in grado di cambiare, in modo favorevole, l’espressione di almeno 4000 geni. In uno studio condotto da Yang e collaboratori (2014) hanno mostrato come l’attività fisica riduca sensibilmente l’insorgenza dell’Alzheimer’s e della demenza, in particolare nelle persone portatrici del gene APOE e4. In pratica le persone più svantaggiate geneticamente sono quelle che traggono maggiori benefici dall’esercizio fisico. Nonostante gli sforzi della ricerca medica ad oggi non esiste un farmaco che possa guarire l’ Alzheimer’s, ogni intervento preventivo è quindi degno della massima attenzione. Heah e collaboratori (2012) della Washington University hanno reclutato 201 adulti di età compresa tra 45 e 88 anni che facevano parte di uno studio longitudinale sull’insorgenza dell’Alzheimer’s. Gli studi longitudinali prevedono l’osservazione per un lungo periodo di tempo dei soggetti facenti parte dello studio. Molti dei partecipanti avevano familiarità con l’Alzheimer’s, ma nessuno presentava i segni della malattia al momento dell’inizio dello studio. I partecipanti presentavano tutti il gene APOE il gene coinvolto nel metabolismo del colesterolo. I ricercatori cercarono i soggetti con la variazione APOE e4, la quale aumenta il rischio di malattie mentali fino al 15 volte. Dei partecipanti 65 risultarono avere il gene con l’alterazione negativa e4. Lo studio consisteva nel monitorare per i 10 anni successivi le abitudini relative all’esercizio fisico. I risultati dimostrano come i soggetti “sfortunati” geneticamente, portatori della variante APOE e4, che praticavano regolarmente esercizio fisico per almeno 30 minuti al giorno per cinque giorni a settimana riducevano il rischio di Alzheimer’s allo stesso livello delle persone non portatrici della variante genetica. Secondo l’antropologo David Raichlen e lo psicologo Gene Alexander dell’ University of Arizona, il gene APOE e4 è un retaggio del nostro passato quando i nostri antenati erano più attivi fisicamente, infatti questa variante sembra essere favorevole quando le richieste metaboliche durante l’esercizio intenso aumentano. E’ stato a causa del graduale adattamento alla vita sedentaria se si è avuta una recessione della variante APOE e4 la quale, tuttavia, è rimasta presente in molti individui. Questa serie di studi mostrano come ci sia un legame diretto tra genetica, richieste energetiche e stile di vita. Ancora una volta il cerchio alimentazione, esercizio fisico e stile di vita si chiude indicando come l’organismo umano sia un sistema biologico i cui adattamenti genetici ed epigenetici vanno sempre nella direzione di gestire le richieste energetiche, anche a discapito dello stato di salute a lungo termine. La base della salute è sempre uno stile di vita attivo e frugale.

 

 


 

Fonti:

 

J Formos Med Assoc. 2014 Nov 4. pii: S0929-6646(14)00269-1. doi: 10.1016/j.jfma.2014.09.006. [Epub ahead of print]

Leisure activities, apolipoprotein E e4 status, and the risk of dementia.

Yang SY, Weng PH, Chen JH, Chiou JM, Lew-Ting CY, Chen TF, Sun Y, Wen LL, Yip PK, Chu YM, Chen YC.

 

Arch Neurol. 2012 May;69(5):636-43.

Exercise Engagement as a Moderator of the Effects of APOE Genotype on Amyloid Deposition.

Head D1, Bugg JM, Goate AM, Fagan AM, Mintun MA, Benzinger T, Holtzman DM, Morris JC.

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