L’arte della giovinezza è nel movimento

Condurre uno stile di vita equilibrato, attivo, sano e ricco d’interessi non è un modo per perseguire la longevità ma per invecchiare in salute. Longevità significa vivere più a lungo della media, ma non dice nulla sulla qualità della vita vissuta.

Johanna-Quaas

 

Chiunque abbia un forte mal di denti o un’emicrania persistente ha provato, in minima parte e in modo temporaneo, quanto può essere “brutto” vivere in condizioni di precaria salute.

Il filosofo Arthur Schopenhauer amava dire: “La salute non è tutto, ma tutto è nulla senza salute”. La malattia cronica può rendere la vita un calvario per questo motivo, a mio modesto parere, non è importante la durata della vita in assoluto, ma la qualità, in termini di autosufficienza ed energia vitale che si riesce a mantenere, quella che si dice “qualità della vita”. Ma cosa significa esattamente mantenersi in salute o, come spesso si sente dire, restare giovani nonostante gli anni che passano? E’ la domanda che si sono posti gli scienziati del King’s College London e della Birmingham University of England. Volevano capire in che modo il movimento influisse su una serie di parametri che sono sensibili all’invecchiamento e osservare cosa accade quando le persone si mantengono attive. Stephen Harridge, direttore del Centre of Human and Aerospace Physiological Sciences at King’s College London ed i suoi collaboratori hanno reclutato 85 uomini e 41 donne di età compresa tra i 55 ed i 79 anni, tutti appassionati ciclisti non competitivi. L’unica variabile osservata, rispetto ai coetanei era l’attività fisica. Il gruppo è stato sottoposto ad un certo numero di test che misurano quelle capacità che generalmente peggiorano con l’età. I ricercatori hanno determinato la capacità aerobica, la massa muscolare e la forza, la potenza erogata pedalando, il profilo metabolico, l’equilibrio, la memoria, la densità ossea e i riflessi. I volontari hanno poi eseguito un test noto come “Timed Up and Go test”, il quale consiste nell’alzarsi da una sedia senza ausilio delle mani, camminare velocemente per 3 metri, girarsi tornare indietro e sedersi nuovamente. I partecipanti sono stati confrontati tra loro per verificare le prestazioni nelle diverse classi di età e con i coetanei sedentari per valutare l’impatto dell’attività motoria. I risultati hanno mostrato come i partecipanti, su tutti i parametri misurati, apparivano più giovani della loro età anagrafica. Le valutazioni hanno messo in evidenza che non c’è stato un evidente declino tra le varie fasce di età ad indicare come chi fa attività motoria mantiene le proprie capacità relativamente inalterate nel tempo. La cosa ancor più sorprendente è che l’intero gruppo mostrava capacità e abilità, fisiche e cognitive, pari ad un giovane adulto. Il quadro metabolico era di perfetta salute. Nel Timed Up and Go test generalmente i loro coetanei sedentari impiegavano tra i 7 ed i 9 secondi, mentre il gruppo di studio mediamente spendeva 5 secondi, prestazione comparabile a quella di giovani adulti. L’unico parametro che mostrava un certo declino era la massa muscolare e la forza fisica. Il risultato è abbastanza ovvio ed è causato dal fatto che generalmente si consiglia l’attività aerobica come esercizio e quasi mai le esercitazioni di forza. In In uno studio di Mekary e collaboratori hanno seguito 10.400 persone dal 1996 and 2008 per valutare le oscillazioni di peso e di circonferenza addominale in base all’attività fisica abituale. Le persone che facevano attività fisica vigorosa (tipo HIIT) e con esercitazioni di forza sono risultate essere quelle con la minor circonferenza addominale e un peso costante nell’arco dello studio. I ricercatori ritengono che questo sia dovuto principalmente al quadro ormonale indotto da questo tipo di attività e al contrasto alla sarcopenia, ovvero alla riduzione delle fibre motorie con l’età e di conseguenza della massa magra, che ricordiamo è quella che mantiene alto il metabolismo basale. Se si vuole mantenersi in buona salute occorre fare movimento, possibilmente ad alta intensità e con sedute brevi, non trascurando di fare lunghe e rilassanti passeggiate a piedi o in bicicletta.

 

 


 

Fonti:

 

Obesity (Silver Spring). 2014 Dec 19. doi: 10.1002/oby.20949. [Epub ahead of print]

Weight training, aerobic physical activities, and long-term waist circumference change in men.

Mekary RA, Grøntved A, Despres J, De Moura LP, Asgarzadeh M, Willett WC, Rimm EB, Giovannucci E, Hu FB.

 

J Physiol 0.0 (2014) pp 1–24 1

The Journal of Physiology

An investigation into the relationship between age and physiological function in highly active older adults

Ross D. Pollock, Scott Carter1, Cristiana P. Velloso, Niharika A. Duggal, Janet M. Lord,

Norman R. Lazarus and Stephen D. R. Harridge

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