Imagination is more important than knowledge

L’allenamento mentale o mental training ha recentemente attirato l’attenzione di diversi ricercatori, i quali hanno cercato le evidenze scientifiche relative ai presunti processi cognitivi sottesi. imagery

Il primo studio che dimostrò come l’allenamento mentale potesse avere un effetto sulla prestazione fisica fu presentato da Yue e collaboratori che riuscirono a dimostrare un aumento di forza nel muscolo flessore dell’indice in seguito ad un training mentale che consisteva nell’immaginarsi nell’azione piegare l’indice contro una resistenza. Lo sviluppo delle neuroscienze e la scoperta del sistema dei neuroni specchio (mirror neuron system o MNS) da parte di Rizzolatti e il suo gruppo di ricerca, tuttavia, ha dato un impulso verso l’esplicazione delle basi neuronali sottese a questa capacità sorprendente.

Mentre stavano registrando nel cervello di una scimmia l’attività di alcuni neuroni, in un compito di prensione del cibo, in una zona cerebrale nota come “zona F5” notarono, casualmente, che questi rispondevano indifferentemente sia quando la scimmia eseguiva il movimento di raggiungimento del cibo, sia quando essa osservava uno dei ricercatori eseguire tale azione (Gallese et al. 1996; Rizzolatti et al. 1996). La leggenda vuole che questo sia accaduto in un momento di pausa, quando uno dei ricercatori si mise a mangiare le noccioline destinate all’esperimento davanti alla scimmia. L’osservazione di un’azione attiva lo stesso circuito nervoso utilizzato per la sua esecuzione, in sostanza essa viene simulata nel cervello dell’osservatore. Da allora sono stati eseguiti studi in diversi laboratori in tutto il mondo individuando anche nell’uomo delle zone cerebrali con tali caratteristiche. Il sistema dei neuroni mirror risulta attivo anche quando si immagina di compiere l’azione (Gatti e al. 2013) e quindi si pone come substrato neuronale alla base dei risultati relativi alle tecniche di “imagery”, ovvero che utilizzano l’immaginazione. Per capire come questo sia possibile occorre precisare che la zona del sistema dei neuroni specchio comprende la zona pre-motoria e motoria del cervello e quindi l’attivazione implica l’elaborazione e attivazione degli schemi motori e dei segnali nervosi verso i muscoli che sarebbero implicati se il movimento immaginato fosse eseguito realmente. Sulla base di queste considerazioni Smith e collaboratori (2007) hanno definito un modello di Imagery “arricchito” dalla propriocezione. Nella formulazione della loro tecnica, il cui acronimo è PETTLEP (Physical, Environment, Task, Timing, Learning, Emotion e Perspective), gli autori sostengono che l’Imagery è più efficace se include tutte le sensazioni cinestetiche, ambientali ed emozionali proprie del movimento reale. Quest’evoluzione del Motor Imagery presuppone che si immagini il movimento assumendo la postura tipica del movimento reale permettendo al cervello di ricevere le adeguate stimolazioni sensoriali e l’immaginazione sia vissuta in prima persona. Recentemente Yao e collaboratori sono riusciti a dimostrare un incremento di forza di quasi l’11% in un gruppo di giovani che si erano allenati immaginando di eseguire alla massima intensità la flessione dell’avambraccio sul braccio. Il training è durato 6 settimane e consisteva in sedute della durata di 15’ al giorno per 5 giorni a settimana ed era eseguito con la tecnica IMI (Internal Motor Imagery) o imagery chinestetico che consiste nell’immaginarsi in prima persona mentre si esegue il movimento cercando di provare anche le “sensazioni” che si proverebbero se si producesse realmente il movimento. Un altro gruppo eseguiva la tecnica EMI (external motor imagery) immaginando di osservare in terza persona ed un gruppo di controllo non faceva nulla. E’ da notare come il gruppo EMI ha migliorato molto meno (4,8%), mentre il gruppo di controllo ha peggiorato la propria forza (-3,3%). Molto spesso si sente parlare di Mental Training, troppo spesso a sproposito senza conoscere le basi neurofisiologiche applicando metodiche che si basano più sull’autosuggestione che su processi biochimici reali. A mio parere se si vuole realmente creare dei protocolli scientifici e realmente efficaci è necessario prima di eseguire l’imagery avere fatto un “lavoro” di consapevolezza corporea che deve necessariamente includere un re-macthing delle sensazioni rilevate dagli analizzatori sensoriali al fine di resettare i propri schemi motorio e corporeo. Immaginare un movimento corretto disponendo di uno schema corporeo viziato non può condurre che al fallimento. Come fare questo re-setting, ci sono diverse tecniche da cui iniziare Yoga, Qi Gong, meditazione. Il protocollo FlessibilMente è stato sviluppato su queste basi tenendo in considerazione le esigenze degli atleti e del limitato tempo a loro disposizione da dedicare all’apprendimento di queste tecniche. Un signore di nome Albert Einstein diceva: “Imagination is more important than knowledge” forse varrebbe la pena di seguire il suo consiglio.


Bibliografia

Gatti R, Tettamanti A, Gough PM, Riboldi E, Marinoni L, Buccino G. Action observation versus motor imagery in learning a complex motor task: a short review of literature and a kinematics study. Neurosci Lett. 2013 Apr 12;540:37-42. doi: 10.1016/j.neulet.2012.11.039. Epub 2012 Dec 1.

Smith D. et al., It’s All in the Mind: PETTLEP-Based Imagery and Sports Performance, “Journal of Applied Sport Psychology” 2007; 19: 80-92.

Yao W X. et al, Kinesthetic imagery training of forceful muscle contractions increases brain signal and muscle strength. Frontiers in Human Neuroscience, September 2013, Volume 7, Article 561

Yue,G., Cole, K.J.(1992). Strength increases from the motor program: comparison of training with maxi- mal voluntary and imagined muscle contractions. J. Neurophysiol. 67, 1114–1123.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...