L’allenamento a digiuno per l’endurance

Uno dei principali obiettivi perseguiti dagli atleti di endurance è di adattare il proprio organismo ad utilizzare “grassi” come substrato per sintetizzare la molecola di ATP, l’unica in grado di far contrarre le fibre motorie. Per raggiungere lo scopo è necessario “spingere” la fosforilazione ossidativa all’utilizzo massivo degli acidi grassi.KenyaRunners2

All’interno dei mitocondri, le centrali che producono energia per via aerobica, si verificano delle reazioni biochimiche note come ciclo di krebs che possono utilizzare come “combustibile” piruvato proveniente dai carboidrati, oppure, acidi grassi. Essendo la quantità di lipidi (acidi grassi) disponibili virtualmente infinita è ovvio che se si riesce a nutrire il ciclo di krebs con una loro maggiore quantità la prestazione può essere protratta più a lungo. Una categoria di lipidi sulla quale si sono focalizzate le ricerche è quella dei trigliceridi intra-miocellulari (IMTG). Questi trigliceridi sono goccioline lipidiche situate direttamente tra le fibre motorie e quindi molto vicine al sito di produzione dell’energia utile alla contrazione muscolare. Watt e collaboratori (2002) hanno dimostrato che gli IMTG contribuiscono cospicuamente alla produzione di energia per la contrazione muscolare durante prove di endurance, si è pensato quindi che un training mirato potesse adattare localmente l’utilizzo degli acidi grassi nei muscoli in attività. Nel valutare le strategie di allenamento occorre sempre considerare che c’è uno stesso stimolo può avere effetti diversi in base alla condizione ormonale presente al momento della somministrazione. Nella fattispecie la differente condizione di nutrizione può determinare un ambiente ormonale sostanzialmente diverso. E’ stato dimostrato (Coyle et al. 1997) che una alta ingestione di carboidrati durante l’esercizio sopprime l’ossidazione dei lipidi, impedendo che questi siano utilizzati come combustibile per la re sintesi dell’ATP. Sembra che ciò sia dovuto alla soppressione della lipasi ormone sensibile (HSL) che limita la lipolisi degli IMTG (Watt et al. 2004). La condizione di allenamento pre-allenamento e l’alimentazione durante l’allenamento quindi, condizionano l’esito dello stesso. Una delle strategie utilizzate dagli atleti di endurance per massimizzare l’utilizzo dei lipidi è l’allenamento a digiuno, ovvero con l’ultimo pasto effettuato circa 12 ore prima. De Bock e collaboratori (2005) sono riusciti a dimostrare che l’allenamento a digiuno è in grado di ossidare una quantità notevolmente superiore di IMTG rispetto alla condizione di alimentazione. Oltre a questo lo studio condotto ha dimostrato che gli atleti che si allenavano a digiuno avevano una re sintesi di glicogeno tre volte superiore rispetto al gruppo che si era alimentato. Oltre a questo si verificava un effetto sulla proteina disaccoppiante UCP3 che, oltre a utilizzare i lipidi per produrre calore anziché ATP, sembra abbia un ruolo protettivo verso i mitocondri (Schrauwen & Hesselink 2004). Le proteine UCP sono molto studiate perché sono associate alla lipolisi attraverso un’azione termo genica, in spiccioli hanno la capacità di utilizzare i lipidi per produrre calore anziché ATP e quindi la loro azione è anoressizzante. Ma andiamo per ordine e analizziamo gli interessanti risultati evidenziati da De Bock. Nello studio nove ragazzi in buona condizione atletica sono stati sottoposti ad uno stesso protocollo di allenamento che consisteva in 2h di cyclette al 75% del VO2max in due condizioni differenti con un intervalle di tre settimane. Nella prima condizione l’allenamento era eseguito a digiuno (Gruppo F), mentre nella seconda i soggetti ingerivano 150g di carboidrati prima e successivamente 1g per kg di peso corporeo ogni ora (Gruppo CHO). In entrambe le condizioni sperimentali i soggetti ingerivano 5g per kg di peso corporeo concluso l’allenamento. I dati mostrano che solo il gruppo F aveva una riduzione degli IMTG nelle fibre di tipo I. Il gruppo CHO mostrava una riduzione degli IMTG post-esercizio, mentre il gruppo F nessuna riduzione. Ancora il gruppo F aveva una re sintesi del glicogeno tre volte superiore rispetto al gruppo CHO. Uno dei dati che emerge dallo studio è che le scorte di glicogeno non sono minimamente intaccate dal digiuno. Un altro dato interessante è che l’insulemia post esercizio risulta più alta nella condizione di digiuno indice di una più intensa attività anabolica. L’allenamento a digiuno, inoltre, incrementa la trascrizione della UCP3 con effetto protettivo verso i mitocondri mentre l’allenamento in presenza di alte concentrazioni di glucosio ne inibisce la trascrizione. Tutti questi risultati fanno riflettere sulle strategie alimentari e di allenamento da utilizzare per ottenere determinati adattamenti. Sembrerebbe infatti che l’integrazione a base di carboidrati, prima e durante l’allenamento, tenda ad inibire l’adattamento del ciclo di krebs verso l’utilizzo dei FFA provenienti dagli IMTG e che sia meno adeguata quando si vogliano aumentare le scorte di glicogeno muscolare. L’allenamento a digiuno potrebbe essere una valida strategia per tutti gli atleti che desiderano migliorare la loro capacità di utilizzare lipidi come combustibile. Sono felice di mettere in discussione un precedente articolo (Vedi articolo) pubblicato in cui le conclusioni erano abbastanza in antitesi con quanto riportato nel più sopra, la scienza è bella perché costringe a rivedere costantemente le proprie posizioni.


 

fonti:

De Bock K. Et al. Exercise in the fasted state facilitates fibre type-specific intramyocellular lipid breakdown and stimulates glycogen resynthesis in humans. Physiol 564.2 (2005) pp 649–660

Coyle EF, Jeukendrup AE,Wagenmakers AJ & SarisWH(1997). Fatty acid oxidation is directly regulated by carbohydrate metabolism during exercise. Am J Physiol 273, E268–E275.

Schrauwen P & Hesselink MK (2004). The role of uncoupling protein 3 in fatty acid metabolism: protection against lipotoxicity? Proc Nutr Soc 63, 287–292.

Watt MJ, Heigenhauser GJ & Spriet LL (2002). Intramuscular triacylglycerol utilization in human skeletal muscle during exercise: is there a controversy? J Appl Physiol 93, 1185–1195.

Watt MJ, Krustrup P, Secher NH, Saltin B, Pedersen BK & Febbraio MA (2004). Glucose ingestion blunts hormone-sensitive lipase activity in contracting human skeletal muscle. Am J Physiol Endocrinol Metab 286, E144–E150.

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