Scuola, movimento e sviluppo psico-fisico

Come dimostrano le conclusioni di uno studio condotto dall’OCSE su 32 paesi, gli studenti italiani sono tra quelli che hanno il maggior carico di “compiti” a casa. Uno studente italiano passa 9 ore a settimana a fare i compiti, contro le 4,9 della media OCSE, la Korea e la Finlandia non arrivano alle 4 ore settimanali.child game Quindi i nostri studenti al confronto dovrebbero essere dei cervelloni! Purtroppo no, nella misurazione del “cognitive skill” ci piazziamo al 25° posto, laddove Finlandia e Korea primeggiano. Gli esperti sostengono che un carico di studio a casa, superiore alle 4 ore settimanali è ininfluente sulla performance raggiunta.

Nei paesi con il miglior ranking le ore passate a scuola permettono agli studenti di apprendere “stili cognitivi” e non nozioni mnemoniche, come accade nella nostra scuola. Imparano ad apprendere e a ragionare. Molto spesso, invece, nella scuola italiana si privilegia il “volume” nella convinzione che più esercizio equivalga direttamente a miglior apprendimento. La verità è che l’apprendimento dipende dall’attenzione ed interesse che l’alunno investe nel processo educativo. L’interesse scema quando l’attenzione cala e l’attenzione cala quando il sistema nervoso non rileva cambiamenti. Quindi se fare 4 moltiplicazioni come compito a casa può essere una sfida stimolante , farne venti, come accade tropo spesso nella nostra scuola, ha l’effetto di abbassare l’attenzione e l’interesse rendendo le operazioni un mero compito meccanico. L’apprendimento termina laddove la regola è appresa. Stati come Korea e Finlandia, oltre ad avere un metodo di insegnamento/apprendimento più razionale offrono più tempo libero ai bambini, che presumibilmente utilizzeranno per giocare. Il gioco è il miglior maestro, non dobbiamo mai dimenticarlo! Il gioco libero dei bambini, oltre ad essere il modo naturale di apprendere, ha una notevole componente di impegno motorio. Lasciate in uno spazio aperto un gruppo di bambini e in un batter d’occhio li osserverete rincorrersi ed urlare a squarciagola. Hillman e collaboratori (2008) hanno mostrato come l’attività aerobica abbia un effetto sulla salute “cognitiva”. In un recente studio (Hillman et al. 2014) i ricercatori hanno voluto verificare l’effetto dell’attività motoria sulle capacità cognitive di bambini nella fascia di età tra i 7 ed i 9 anni. Il gruppo di ricerca si è concentrato sul “cognitive control”, cioè la capacità di mantenere il focus dell’attenzione, di ritenere e manipolare le informazioni della working memory e sulla flessibilità cognitiva, cioè la capacità di svolgere più compiti parallelamente (multitasking). Nella ricerca si è utilizzata la ERP (event-related brain) o potenziale evento correlato, cioè una risposta elettrofisiologica misurabile associata ad un evento cognitivo come il pensiero. Poiché l’attività cerebrale implica un flusso continuo di corrente attraverso le sinapsi è possibile misurarne l’ampiezza ricavando preziose informazioni. Una forma d’onda molto utilizzata dai neuroscienziati è la P300 o P3 la quale si correla con la memoria di lavoro e l’attenzione. Più è grande l’ampiezza d’onda della P3 e più focalizzata appare l’attenzione, mentre più contenuta è la latenza e più veloci sono i processi cognitivi in atto. Sono stati seguiti per 9 mesi due gruppi di bambini, il gruppo sperimentale FITKids (Fitness Improves Thinking in Kids) ed il gruppo di controllo. Ad ognuno dei due gruppi è stata somministrata una batterie di test per la valutazione delle capacità cognitive prima dell’intervento ed a conclusione della fase sperimentale. Il gruppo FITKids ogni giorno scolastico, terminate le lezioni, faceva dei giochi che sollecitavano il sistema aerobico e la coordinazione per circa 2 ore. Circa 70’ erano ad intensità da moderata a vigorosa e consistevano in giochi a stazioni in cui erano presenti anche prove di velocità, agility, salti e arrampicate. Dopo la merenda i bambini erano per altri 45-55 minuti coinvolti in attività che richiedevano maggiori skill motorie soprattutto sotto l’aspetto coordinativo. In totale i bambini hanno seguito il programma per 150 giorni. I risultati hanno mostrato che il gruppo FITKids ha migliorato, in modo evidente, il cognitive control rispetto al gruppo “sedentario” mostrando una correlazione tra attività fisica e sviluppo cognitivo. Queste ricerche sono molto importanti poiché mostrano quanto sia errata l’impostazione delle istituzioni scolastiche riguardo all’attività motoria in relazione allo sviluppo cognitivo. Una “ricreazione” di 10 minuti su 5 ore di scuola passate seduti dietro al banco non possono essere tollerate da un bambino, o adolescente, per cui il movimento è funzionale allo sviluppo psico-fisico. Se questo non bastasse, Biswas e collaboratori (2015) in una reviews hanno mostrato come uno stile di vita prevalentemente sedentario (più di 8 ore al giorno passate seduti) sia associato con alta incidenza di mortalità o di malattie degenerative, anche in presenza di attività fisica quotidiana. Kramer e collaboratori (1999) avevano già mostrato come l’attività motoria svolta da bambini abbia un impatto anche nella fase della vecchiaia, sia per quanto concerne il mantenimento di schemi motori flessibili che di fitness generale. Poiché presumibilmente le istituzioni scolastiche non cambieranno è un dovere sociale dei genitori offrire spazi ed occasioni di movimento, possibilmente in forma di gioco libero ai loro figli.


Fonti:

Aviroop Biswas et al. (2015). Sedentary Time and Its Association With Risk for Disease Incidence, Mortality, and Hospitalization in Adults: A Systematic Review and Meta-analysis, Ann Intern Med. 162(2):123-132.

Kramer AF, Hahn S, Cohen NJ, et al. Ageing, fitness and neurocognitive function. Nature. 1999;400(6743):418–419

Hillman CH, Erickson KI, Kramer AF. Be smart, exercise your heart: exercise effects on brain and cognition. Nat Rev Neurosci. 2008 Jan;9(1):58-65.

Hillman Charles H. et al. Effects of the FITKids Randomized Controlled Trial on Executive Control and Brain Function. PEDIATRICS Volume 134, Number 4, October 2014
http://www.oecd-ilibrary.org/docserver/download/5jxrhqhtx2xt.pdf?expires=1422963571&id=id&accname=guest&checksum=511CDD2E6CA8493E04279C8BC1104579

http://thelearningcurve.pearson.com/index/index-ranking

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