L’arte della giovinezza è nel movimento

Condurre uno stile di vita equilibrato, attivo, sano e ricco d’interessi non è un modo per perseguire la longevità ma per invecchiare in salute. Longevità significa vivere più a lungo della media, ma non dice nulla sulla qualità della vita vissuta.

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Chiunque abbia un forte mal di denti o un’emicrania persistente ha provato, in minima parte e in modo temporaneo, quanto può essere “brutto” vivere in condizioni di precaria salute.

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Timing dell’esercizio fisico e alimentazione per la salute

Un altro caposaldo della letteratura scientifica ha subito un contraccolpo grazie ad uno studio pubblicato sul Journal of Applied Physiology ad opera di Heden e collaboratori.nutritionfitness

 

L’obiettivo della ricerca era determinare se è più efficace effettuare un allenamento di forza prima o dopo il pasto per regolarizzare, o ridurre, i livelli di insulina, glucosio e trigliceridi (TAG), tutti fattori associati a rischio cardiovascolare e diabete di tipo 2 ed infiammazione di basso livello.

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Allenamento di forza e mitocondri

Nella metodologia dello sport, così come nella ricerca correlata, è ormai consolidata una dicotomia che trova uguali solo nel pensiero filosofico risalente a René Descartes. Sto parlando della fittizia separazione tra attività aerobica e attività di potenza.

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Negli anni ha avuto molta più fortuna la prima grazie all’influenza di Kenneth H. Cooper, ma soprattutto per merito delle apparecchiature idonee alla misurazione dello sforzo aerobico. L’analisi bioptica e cellulare è abbastanza recente, prima che questa fosse possibile l’unico metodo di indagine era la valutazione degli scambi respiratori, per questo motivo tutta la ricerca risalente agli anni 60’ e 70’ è viziata da un “bias” metodologico sbilanciato verso l’attività aerobica.

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Allenamento ed epigenetica

E’ ormai accertato ed accettato che l’inattività è una, se non la principale causa di diverse patologie. Non mi stancherò mai di ripetere che l’uomo è movimento e il suo fine è produrre delle azioni. dna-strandsUna delle domande che i ricercatori si sono posti è in che modo il movimento agisce sul nostro muscolo modificandone le proprietà funzionali, ad esempio rendendolo più capace, ad esempio, di assimilare il glucosio e di prevenire l’insorgere del diabete di tipo 2.

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L’allenamento della forza nel ciclismo

Nel presente articolo vorrei presentare alcune metodologie di allenamento che dovrebbero essere utilizzate nella fase invernale della preparazione per il ciclismo. Nell’ultimo decennio la ricerca nell’ambito delle scienze dello sport ha permesso di migliorare notevolmente la fase di preparazione invernale del ciclista con la proposta di allenamenti integrativi, propedeutici alla preparazione specifica da svolgere in sella.

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MA L’ATTIVITA’ AEROBICA E’ COMPATIBILE CON LA FORZA E L’IPERTROFIA?

L’adattamento delle fibre muscolari verso l’ipertrofia o verso la biogenesi dei mitocondri dipende dal tipo di stimolazione meccanica a cui le sottoponiamo attraverso l’allenamento. L’esercizio fisico è un modo attraverso cui inviamo segnali alle cellule muscolari che determinano l’espressione di determinati fattori genetici i quali permettono la produzione di specifiche proteine. Le proteine prodotte possono essere utili alla biogenesi mitocondriale, nel qual caso l’adattamento è verso l’endurance, oppure nella direzione dell’ipertrofia muscolare con aumento della massa magra e della forza.

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DALLA FORZA ALL’ENDURANCE…

Da sempre ci hanno insegnato che gli allenamenti di forza e di resistenza producono effetti diametralmente opposti. Secondo il modello classico ci sarebbe l’inibizione di un tipo di adattamento in favore dell’altro. E se le cose non fossero davvero in questo modo? Se, in realtà, gli adattamenti si disponessero lungo un continuum, con ampie zone di sovrapposizione? Questo è ciò che penso e che proverò a spiegare. Le fibre muscolari rimodellando la loro struttura cellulare in base ai segnali che ricevono dagli stimoli rappresentati dall’esercizio fisico. Funzionalmente questi adattamenti si possono disporre lungo un continuum che evidenzia come una certa struttura cellulare sia più appropriata per svolgere una precisa richiesta funzionale.

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VO2max: cos’è e come si allena

Il VO2max è un concetto spesso frainteso, specie quando si mette in relazione con l’intensità degli allenamenti. La definizione analitica che viene data in fisiologia è espressa dalla legge di Fick:

VO2max = Q x Δ(a-v)

In cui, Q è la gittata cardiaca, ovvero la quantità di sangue espulsa dal ventricolo sinistro in un minuto, che è uguale al prodotto della frequenza cardiaca (FC) per la gittata sistolica (SV). Δ(a-v) rappresenta la quantità d’ossigeno che le cellule riescono ad estrarre ed utilizzare dal circolo sanguigno durante il passaggio del sangue nei capillari. Sostanzialmente il VO2max è quindi condizionato:

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