Metabolismo del ferro, sport ed esigenze nutrizionali

Per comprendere l’importanza del ferro nel nostro organismo basta ricordare quanto accaduto ai giochi olimpici di Londra del 2012. Nella gara di triathlon femminile una forte atleta canadese, Paula Findlay, taglia il traguardo in ultima posizione tra le lacrime. La successiva diagnosi è impietosa: grave anemia. paulafindlay.jpeg.size.custom.crop.794x650Quello che risulta incomprensibile è come una top atleta seguita da un team di nutrizionisti ed allenatori abbia potuto incorrere in un’ anemia da sport.Continua a leggere…

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L’utilità della “pennichella”

Osservando il mondo animale, una cosa che balza agli occhi è la gestione del sonno durante le ore diurne. La maggior parte degli animali diurni, infatti, approfitta di diversi brevi momenti di sonno per ristorarsi. Nell’uomo questa salutare abitudine è stata soppressa dai ritmi di vita che le società industriali hanno imposto. Purtroppo la rigidità degli orari “sociali” ha un forte impatto sulla regolazione dei ritmi biologici che si sono evoluti nel corso di migliaia di anni. nap_pods I ricercatori hanno rilevato una forte relazione tra diverse patologie e l’asincronia tra ritmi circadiani e ritmi sociali.Continua a leggere…

Alzati e cammina…

Qualche giorno addietro parlavo con un amico allenatore di come l’uomo sia riuscito a creare uno strumento che ha degli effetti devastanti sulla postura e sulla salute: la sedia. Il tema del colloquio verteva sugli effetti della posizione seduta e dell’azione del sedersi e dell’alzarsi sul controllo del centro di massa corporeo. Rileggendo i libri di biomeccanica del movimento umano mi ero accorto di come, nella tecnica sportiva, si dia molto spazio alla descrizione del movimento in termini di spostamento degli arti e quasi nulla è detto riguardo al centro di massa. Keep-Walking Dopo aver praticato per oltre trent’anni karate, il concetto di genesi del movimento da hara (il centro vitale secondo i giapponesi), che corrisponde alla zona del centro di massa, fa parte del mio DNA. Ogni movimento è una traslazione del centro massa. Continua a leggere…

Autofagia, salute e longevita

Il termine autofagia deriva dal greco e significa “mangiare se stessi”. Fu coniato, circa 40 anni fa da Christian De Duve. Sono riconosciuti tre tipi di autofagia: macro-autofagia, micro-autofagia e autofagia mediata da chaperone, una proteina necessaria per la corretta aggregazione delle catene polipeptidiche. Le unità funzionali del nostro organismo sono le cellule dal cui ciclo vitale dipende la nostra salute. All’interno delle cellule tutti i processi biochimici di produzione energetica, sintesi proteica e replicazione del DNA sono permessi da una serie di “strumenti” chiamati organelli.

Melvin Larsen takes first place in the mens 100 meter race at the National Senior Games at the University of St. Thomas in St. Paul MN., on July 9, 2015 (© Rebekah A. Romero 2015)
Melvin Larsen takes first place in the mens 100 meter race at the National Senior Games at the University of St. Thomas in St. Paul MN., on July 9, 2015 (© Rebekah A. Romero 2015)

Una cellula è come un’industria in cui diversi settori utilizzano macchine particolari per trasformare il prodotto grezzo in prodotto finito. Si intuisce immediatamente che la “manutenzione” degli organelli (le macchine industriali del nostro esempio) è estremamente importante per il corretto funzionamento cellulare. Continua a leggere…

Riscaldamento cognitivo ed emotivo

Nei precedentei articoli è stato detto che il riscaldamento deve provvedere alla messa a regime delle tre componenti che determinano il rendimento ottimale dell’atleta: il sistema muscolo-tendineo, il sistema di controllo motorio e la componente emotiva. samurai-warriors-3E’ stata tracciata anche una proposta di lavoro per l’attivazione della prima componente, nel presente vorrei esaminare il lato più “mentale” del riscaldamento cercando di mostrare come esso rivesta un’estrema importanza per poter esprimere la miglior performance, compatibilmente con le qualità e la condizione atletica dell’atleta. Continua a leggere…

Il riscaldamento muscolo-tendineo

Nell’articolo precedente ho trattato le generalità relative al riscaldamento evidenziando come l’attribuzione di un semplice effetto sulla struttura muscolo-tendinea sia molto riduttivo. Nel corso dei prossimi articoli esporrò alcune idee su come impostare un riscaldamento che tenga in considerazione le tre componenti che devono essere attivate: quella muscolo-tendinea, quella deputata al controllo motorio e quella emotiva. RodDaveWarmupPersonalmente preferisco passare dal generale allo specifico partendo dal versante muscolare, ma non è una regola fissa, è più una questione di praticità. L’aspetto più semplice ed anche più noto del riscaldamento è la preparazione della struttura muscolo-tendinea ai contenuti dell’allenamento o della gara e sarà il contenuto del presente articolo.Continua a leggere…

Riscaldamento e defaticamento

La seduta di allenamento e la gara si compongono di tre fasi: riscaldamento, allenamento (o gara), defaticamento. Nessuna di queste componenti è opzionale, ognuna è funzionale all’altra e la condizione in senso circolare. La corretta sequenza ed esecuzione del riscaldamento e del defaticamento sono le condizioni che permettono di massimizzare il risultato dell’allenamento, in termini di effetto allenante, o della prestazione, se stiamo parlando di gara. warmupMolti atleti considerano, erroneamente, la fase di riscaldamento una semplice appendice utile solo a minimizzare il rischio di infortuni. Continua a leggere…

Un semplice training per migliorare l’ipertrofia

Un studio molto interessante apparso sul prestigioso Europe Journal of Applied Physiology, condotto da Aguiar e collaboratori, ha indagato l’effetto di una strategia di allenamento volta all’incremento dell’ipertrofia basata sul pre-affaticamento ottenuto attraverso una singola serie ad esaurimento al 20% di 1RM. Arnolds-Bicep-PeaksSono stati reclutati tre gruppi per 8 settimane che svolgevano diverse attività. Continua a leggere…

Gemelli diversi: la differenza la fa l’attività fisica

Molto spesso le ricerche che si occupano di valutare gli effetti di interventi di qualsivoglia genere sull’organismo sono affetti da un bias (errore ineliminabile) che discende direttamente dall’individualità genetica. Se, ad esempio, confrontiamo protocolli di attività fisica o nutrizione divergenti, potremmo trovarci di fronte al paradosso che entrambi conducono al medesimo risultato. twinE’ riscontro comune quello di persone in buona salute, piuttosto longeve, che mantengono stili di vita quantomeno discutibili e al contrario di salutisti estremi che vengono a mancare prematuramente. Continua a leggere…

Foot core

Il piede è una delle strutture funzionali più efficienti del corpo umano, ha lo scopo di fornire una solida base di appoggio per la stazione eretta e di esercitare l’azione propulsiva durante per il movimento. L’architettura strutturale che permette queste funzioni è l’arco plantare, una forma che si è sviluppata sotto la pressione evolutiva. barefoot-hikeQuesta zona è talmente importante (ed aggiungo trascurata) che McKeon e collaboratori l’hanno definita “core foot” per evidenziare l’importanza che riveste nel movimento.Continua a leggere…