Allenamento ed epigenetica

E’ ormai accertato ed accettato che l’inattività è una, se non la principale causa di diverse patologie. Non mi stancherò mai di ripetere che l’uomo è movimento e il suo fine è produrre delle azioni. dna-strandsUna delle domande che i ricercatori si sono posti è in che modo il movimento agisce sul nostro muscolo modificandone le proprietà funzionali, ad esempio rendendolo più capace, ad esempio, di assimilare il glucosio e di prevenire l’insorgere del diabete di tipo 2.

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MA L’ATTIVITA’ AEROBICA E’ COMPATIBILE CON LA FORZA E L’IPERTROFIA?

L’adattamento delle fibre muscolari verso l’ipertrofia o verso la biogenesi dei mitocondri dipende dal tipo di stimolazione meccanica a cui le sottoponiamo attraverso l’allenamento. L’esercizio fisico è un modo attraverso cui inviamo segnali alle cellule muscolari che determinano l’espressione di determinati fattori genetici i quali permettono la produzione di specifiche proteine. Le proteine prodotte possono essere utili alla biogenesi mitocondriale, nel qual caso l’adattamento è verso l’endurance, oppure nella direzione dell’ipertrofia muscolare con aumento della massa magra e della forza.

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DALLA FORZA ALL’ENDURANCE…

Da sempre ci hanno insegnato che gli allenamenti di forza e di resistenza producono effetti diametralmente opposti. Secondo il modello classico ci sarebbe l’inibizione di un tipo di adattamento in favore dell’altro. E se le cose non fossero davvero in questo modo? Se, in realtà, gli adattamenti si disponessero lungo un continuum, con ampie zone di sovrapposizione? Questo è ciò che penso e che proverò a spiegare. Le fibre muscolari rimodellando la loro struttura cellulare in base ai segnali che ricevono dagli stimoli rappresentati dall’esercizio fisico. Funzionalmente questi adattamenti si possono disporre lungo un continuum che evidenzia come una certa struttura cellulare sia più appropriata per svolgere una precisa richiesta funzionale.

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VO2max: cos’è e come si allena

Il VO2max è un concetto spesso frainteso, specie quando si mette in relazione con l’intensità degli allenamenti. La definizione analitica che viene data in fisiologia è espressa dalla legge di Fick:

VO2max = Q x Δ(a-v)

In cui, Q è la gittata cardiaca, ovvero la quantità di sangue espulsa dal ventricolo sinistro in un minuto, che è uguale al prodotto della frequenza cardiaca (FC) per la gittata sistolica (SV). Δ(a-v) rappresenta la quantità d’ossigeno che le cellule riescono ad estrarre ed utilizzare dal circolo sanguigno durante il passaggio del sangue nei capillari. Sostanzialmente il VO2max è quindi condizionato:

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Il metabolismo del lattato (parte prima)

Uno dei temi più controversi e male interpretati della fisiologia dell’esercizio riguarda il metabolismo del lattato. Sul lattato si è detto e scritto, tutto e il contrario di tutto e, ad oggi, pare che il concetto generi ancora qualche fraintendimento. Perché il lattato riveste un ruolo così importante nella preparazione fisica? L’attenzione posta sulla cinetica del lattato, ovvero su come varia la sua concentrazione nella cellula e nel sangue, deriva dal suo legame con l’intervento dei sistemi energetici durante l’esercizio fisico.

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Block periodization e polarized training

Nello scorso articolo ha accennato al modello di periodizzazione classico, il quale prevede una successione di “periodi” che divengono progressivamente più specifici all’approssimarsi dell’evento (o eventi) clou pianificato per la stagione agonistica. Abbiamo anche ricordato che tale modello risulta molto datato e prescindeva da alcune considerazioni squisitamente biochimiche e fisiologiche. Ma come si allenano in realtà gli atleti Elite? Esiste un modello alternativo di pianificare la stagione agonistica?

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Polarized Training

Nello scorso articolo abbiamo analizzato la tendenza “moderna” nella periodizzazione dell’allenamento, la BLOCK PERIODIZZATION. Ricordo che la periodizzazione è un modo di suddividere la stagione agonistica per stabilire quali allenamenti e quando inserirli, per fare in modo che in un determinato periodo di tempo un atleta sia al massimo della condizioni psicofisica. Questo tipo di periodizzazione prevede dei “blocchi” settimanali (detti microcicli) in cui si cerca di stressare la qualità da sviluppare, a cui vanno fatti seguire dei blocchi di mantenimento o di sviluppo di altre qualità.

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Periodizzazione ed endurance

Nella metodologia dell’allenamento con il termine “periodizzazione” si fa riferimento ad una razionale ripartizione degli stimoli allenanti nel corso della preparazione atletica, al fine di massimizzare la performance, in vista di un determinato evento. Agli albori dello sport organizzato gli atleti per essere competitivi solitamente usavano ripetere in allenamento frazioni di gara. Il ragionamento alla base era del tipo: “Se devo essere competitivo in quel tipo di prestazione, mi devo allenare facendo cose simili a quel tipo di gara”.

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