Riscaldamento cognitivo ed emotivo

Nei precedentei articoli è stato detto che il riscaldamento deve provvedere alla messa a regime delle tre componenti che determinano il rendimento ottimale dell’atleta: il sistema muscolo-tendineo, il sistema di controllo motorio e la componente emotiva. samurai-warriors-3E’ stata tracciata anche una proposta di lavoro per l’attivazione della prima componente, nel presente vorrei esaminare il lato più “mentale” del riscaldamento cercando di mostrare come esso rivesta un’estrema importanza per poter esprimere la miglior performance, compatibilmente con le qualità e la condizione atletica dell’atleta. Continua a leggere…

Il riscaldamento muscolo-tendineo

Nell’articolo precedente ho trattato le generalità relative al riscaldamento evidenziando come l’attribuzione di un semplice effetto sulla struttura muscolo-tendinea sia molto riduttivo. Nel corso dei prossimi articoli esporrò alcune idee su come impostare un riscaldamento che tenga in considerazione le tre componenti che devono essere attivate: quella muscolo-tendinea, quella deputata al controllo motorio e quella emotiva. RodDaveWarmupPersonalmente preferisco passare dal generale allo specifico partendo dal versante muscolare, ma non è una regola fissa, è più una questione di praticità. L’aspetto più semplice ed anche più noto del riscaldamento è la preparazione della struttura muscolo-tendinea ai contenuti dell’allenamento o della gara e sarà il contenuto del presente articolo.Continua a leggere…

Riscaldamento e defaticamento

La seduta di allenamento e la gara si compongono di tre fasi: riscaldamento, allenamento (o gara), defaticamento. Nessuna di queste componenti è opzionale, ognuna è funzionale all’altra e la condizione in senso circolare. La corretta sequenza ed esecuzione del riscaldamento e del defaticamento sono le condizioni che permettono di massimizzare il risultato dell’allenamento, in termini di effetto allenante, o della prestazione, se stiamo parlando di gara. warmupMolti atleti considerano, erroneamente, la fase di riscaldamento una semplice appendice utile solo a minimizzare il rischio di infortuni. Continua a leggere…

Allenamento e vie di segnalazione cellulare

In questo articolo vorrei discutere un nuovo approccio sulla valutazione degli effetti cellulari del carico fisico. L’idea che le recenti ricerche stanno delineando è che gli adattamenti indotti dagli allenamenti a livello cellulare siano una cronicizzazione della risposta organica agli stimoli ambientali.steepclimbbicycle E’ lo stesso concetto che si pensa sia alla base dell’apprendimento cognitivo, ovvero che si creino delle connessioni più forti tra i neuroni che si attivano più frequentemente in risposta ad uno stimolo. Il concetto nuovo che emerge è quello di stress metabolico e trasduzione del segnale. Osserva Alberti (2012) che questo nuovo paradigma passa attraverso tre importanti passaggi:

  • L’esercizio fisico “trasduce”, ovvero traduce degli stimoli di natura meccanica in segnali ormonali intra ed extra cellulari;
  • Le informazioni veicolate da questi segnali si integrano con la situazione ambientale del momento;
  • L’insieme di questi segnali agisce a livello dei geni regolando la trascrizione.

Notiamo come la rivoluzione di questo approccio sta nel determinare un certo tipo di segnali molecolari che una volta avviati agiscono a livello genetico.Continua a leggere…

Capacità anaerobiche e triathlon

Il modello prestazionale del triathlon su brevi distanze (sprint ed olimpico) si caratterizza per un ampio utilizzo dei sistemi energetici anaerobici. Le gare di alto livello presentano un continuo sconfinamento in intensità pari al VO2max a cui si alternano, specialmente nel nuoto e nel ciclismo, momenti di relativo recupero che comunque, molto spesso, sono ad intensità prossime alla soglia del lattato. Le domande che si pongono all’attenzione del preparatore sono: “qual è la percentuale di utilizzo della glicolisi anaerobica? ITU WORLD TRIATHLON SERIES - STOCKHOLM 2012Come influisce sull’efficienza meccanica l’affaticamento derivante dall’intensità? In che modo è possibile allenare queste capacità? E’ la risposta a queste domande che permette di comprendere in che modo si può adattare, attraverso una specifica preparazione atletica, l’atleta al modello prestazionale richiesto. Alcune ricerche recenti ci posso fornire dei suggerimenti per delinera una proposta di condizionamento specifico per il triatleta. Continua a leggere…

Attività anaerobica e dispendio energetico

Il metodo usualmente utilizzato per determinare quanto “spendiamo” energeticamente quando svolgiamo un’attività fisica è la misurazione del consumo di ossigeno. E’ una misurazione indiretta del consumo energetico fondata sull’assunto che i principali processi di produzione di energia (risintesi di ATP) necessitano di ossigeno. Doing_Pull-UpsApprossimativamente serve un litro di ossigeno per produrre circa 5 kcal. Poniamo il caso di un podista che corre per 50 minuti ad un’intensità pari a 2,7 l min-1 del VO2max, allora avremo che quella corsa avrà un costo di 2,7 l min-1 x5 Kcal l-1×50 min=675 kcal. Continua a leggere…

Irisina la miochina che fa dimagrire

L’irisina, una miochina scoperta da alcuni ricercatori della Harvard Medical School (Boström et al. 2012), ha mostrato un effetto diretto sulla trasformazione del grasso bianco (WAT o white adipose tissute) in grasso bruno (BAT o brown adipose tissute). totally free weight loss exercise programs-IvdaLa produzione di irisina sarebbe stimolata dal PGC1-α (coattivatore 1 del proliferatore gamma del perossisoma) che è un coattivatore della trascrizione, che significa che aiuta ad attivare la trascrizione dei geni, ovvero la replicazione del DNA. Nel caso in oggetto il risultato finale è di aumentare la biogenesi mitocondriale e l’ossidazione dei grassi.Continua a leggere…

Un semplice training per migliorare l’ipertrofia

Un studio molto interessante apparso sul prestigioso Europe Journal of Applied Physiology, condotto da Aguiar e collaboratori, ha indagato l’effetto di una strategia di allenamento volta all’incremento dell’ipertrofia basata sul pre-affaticamento ottenuto attraverso una singola serie ad esaurimento al 20% di 1RM. Arnolds-Bicep-PeaksSono stati reclutati tre gruppi per 8 settimane che svolgevano diverse attività. Continua a leggere…

Gemelli diversi: la differenza la fa l’attività fisica

Molto spesso le ricerche che si occupano di valutare gli effetti di interventi di qualsivoglia genere sull’organismo sono affetti da un bias (errore ineliminabile) che discende direttamente dall’individualità genetica. Se, ad esempio, confrontiamo protocolli di attività fisica o nutrizione divergenti, potremmo trovarci di fronte al paradosso che entrambi conducono al medesimo risultato. twinE’ riscontro comune quello di persone in buona salute, piuttosto longeve, che mantengono stili di vita quantomeno discutibili e al contrario di salutisti estremi che vengono a mancare prematuramente. Continua a leggere…

Foot core

Il piede è una delle strutture funzionali più efficienti del corpo umano, ha lo scopo di fornire una solida base di appoggio per la stazione eretta e di esercitare l’azione propulsiva durante per il movimento. L’architettura strutturale che permette queste funzioni è l’arco plantare, una forma che si è sviluppata sotto la pressione evolutiva. barefoot-hikeQuesta zona è talmente importante (ed aggiungo trascurata) che McKeon e collaboratori l’hanno definita “core foot” per evidenziare l’importanza che riveste nel movimento.Continua a leggere…