Problemi gastrointestinali e Ironman

Uno dei problemi che affliggono molti triatleti dediti alla distanza Ironman durante la competizione è relativo al tratto gastrointestinale. Generalmente si manifesta nella maratona finale con effetti ed esiti che spesso conducono al ritiro o, comunque, ad un deterioramento importante della prestazione. Si presenta con diverse sintomatologie. Alcuni sintomi, detti primari, sono direttamente relazionati al tratto gastrointestinale, appartengono a questa categoria dolori addominali, vomito, diarrea e gonfiore.ChrisLeghSkype1 Altri, detti secondari, pur avendo una causa gastrointestinale si manifestano in altri distretti. Appartengono a questa categoria ipoglicemia, crampi muscolari, capogiro e esaurimento dei substrati energietici spesi durante la performance. I sintomi secondari generalmente sono provocati a monte da un malassorbimento di nutrienti e liquidi da parte dell’intestino. Durante la finale mondiale di Ironman a Kona del 1997 a 50 metri dal traguardo Chris Legh, che stava concludendo la gara in quinta posizione assoluta, crollò a terra senza riuscire ad oltrepassare la finish line di Alii Drive. Fu ricoverato in ospedale e sottoposto ad un intervento di rimozione di parte dell’intestino necrotizzato a causa di una grave colite ischemica. Read More »

Metabolismo del ferro, sport ed esigenze nutrizionali

Per comprendere l’importanza del ferro nel nostro organismo basta ricordare quanto accaduto ai giochi olimpici di Londra del 2012. Nella gara di triathlon femminile una forte atleta canadese, Paula Findlay, taglia il traguardo in ultima posizione tra le lacrime. La successiva diagnosi è impietosa: grave anemia. paulafindlay.jpeg.size.custom.crop.794x650Quello che risulta incomprensibile è come una top atleta seguita da un team di nutrizionisti ed allenatori abbia potuto incorrere in un’ anemia da sport.Read More »

L’utilità della “pennichella”

Osservando il mondo animale, una cosa che balza agli occhi è la gestione del sonno durante le ore diurne. La maggior parte degli animali diurni, infatti, approfitta di diversi brevi momenti di sonno per ristorarsi. Nell’uomo questa salutare abitudine è stata soppressa dai ritmi di vita che le società industriali hanno imposto. Purtroppo la rigidità degli orari “sociali” ha un forte impatto sulla regolazione dei ritmi biologici che si sono evoluti nel corso di migliaia di anni. nap_pods I ricercatori hanno rilevato una forte relazione tra diverse patologie e l’asincronia tra ritmi circadiani e ritmi sociali.Read More »

Metodologia di allenamento in deplezione: sleep slow

Parte della preparazione atletica si risolve sostanzialmente nella predisposizione strutturale, fisiologica e biochimica dell’atleta alla gestione dell’energia. Il concetto di energia abbraccia diverse sfaccettature tra le quali le più interessanti per l’atleta sono la potenza erogata e l’economicità. Quello che si cerca di fare, attraverso gli allenamenti, è di rendere la “macchina” atleta il più economica e potente possibile. 2012 Yokohama ITU World Series_moffatt run packRead More »

Glicogeno muscolare e prestazione di endurance

Nel campo della nutrizione sportiva si parla molto spesso del ruolo dei carboidrati nella prestazione di endurance. E’ assodato che la deplezione del glicogeno ha un effetto negativo sulla prestazione sportiva, tuttavia la domanda che si pone è : “ E’ sempre consigliabile eseguire gli allenamenti con le riserve di glicogeno integre?” 1024px-Glycogen_structure.svgIn questo articolo vorrei porre all’attenzione alcune ricerche che stanno proponendo un approccio nutrizionistico “periodizzato”, ovvero che è adattato fino al singolo allenamento. Read More »

Anatomia di un allenamento

In questo articolo vorrei trattare un tema che spesso è dato per scontato ed acquisito, ma che nella realtà dei fatti, molto spesso non lo è. Parlo del contenuto informativo di un allenamento. Vi siete mai chiesti qual è la genesi di un allenamento, come nasce? Perché è fatto in un modo piuttosto che in un altro? Ogni proposta di allenamento reca con sé sempre un contenuto informativo, spesso veicolato da strani codici Z1, Z2, FL, FM soglia etc.increase-cycling-training-volumeL’effetto di un allenamento è determinato dalla qualità delle informazioni contenute, ma anche dalla capacità dell’atleta di “leggere” e capire l’allenamento. Spingo sempre gli atleti ad essere curiosi a non accettare il pesce pescato, ma ad imparare a pescare. Solo in questo modo si può avere l’autonomia per capire, ottenere risultati e crescere. Read More »

Allenamento al femminile

Nel mondo della preparazione atletica si è assistito, e si continua ad assistere, ad un “sessismo metodologico”. Donna e uomo sono, endocrinologicamente parlando, molto diversi. Perché dunque si continua ad allenarli allo stesso modo? Sappiamo che l’ambiente ormonale ha un profondo impatto sull’adattamento allo stimolo allenante, non considerarlo opportunamente può condurre ad una risposta sottostimata o, in alcuni casi, ad un esito negativo, come nel caso dell’amenorrea. Nicola_Sport62_featureCapire come sono periodizzati gli ormoni femminili e quale stimolo è più appropriato quando è presente una determinata configurazione endocrina è essenziale per quanti si occupano di allenamento al femminile.Read More »

Alzati e cammina…

Qualche giorno addietro parlavo con un amico allenatore di come l’uomo sia riuscito a creare uno strumento che ha degli effetti devastanti sulla postura e sulla salute: la sedia. Il tema del colloquio verteva sugli effetti della posizione seduta e dell’azione del sedersi e dell’alzarsi sul controllo del centro di massa corporeo. Rileggendo i libri di biomeccanica del movimento umano mi ero accorto di come, nella tecnica sportiva, si dia molto spazio alla descrizione del movimento in termini di spostamento degli arti e quasi nulla è detto riguardo al centro di massa. Keep-Walking Dopo aver praticato per oltre trent’anni karate, il concetto di genesi del movimento da hara (il centro vitale secondo i giapponesi), che corrisponde alla zona del centro di massa, fa parte del mio DNA. Ogni movimento è una traslazione del centro massa. Read More »

Prestazione di ultra-endurance ed alimentazione

All’annuale meeting dell’ACSM, una delle più importanti istituzioni di medicina dello sport è stato presentato un interessantissimo studio.

Sono stati selezionati 20 ultra maratoneti Elite di livello comparabile e assegnati casualmente a due diversi gruppi: High Carbo Diet (HCD; 58% carbs, 15% protein, 28% fat) e Low Carbo Diet (LCD; 11% carbs, 19% protein, 71% fat).Read More »

Autofagia, salute e longevita

Il termine autofagia deriva dal greco e significa “mangiare se stessi”. Fu coniato, circa 40 anni fa da Christian De Duve. Sono riconosciuti tre tipi di autofagia: macro-autofagia, micro-autofagia e autofagia mediata da chaperone, una proteina necessaria per la corretta aggregazione delle catene polipeptidiche. Le unità funzionali del nostro organismo sono le cellule dal cui ciclo vitale dipende la nostra salute. All’interno delle cellule tutti i processi biochimici di produzione energetica, sintesi proteica e replicazione del DNA sono permessi da una serie di “strumenti” chiamati organelli.

Melvin Larsen takes first place in the mens 100 meter race at the National Senior Games at the University of St. Thomas in St. Paul MN., on July 9, 2015 (© Rebekah A. Romero 2015)
Melvin Larsen takes first place in the mens 100 meter race at the National Senior Games at the University of St. Thomas in St. Paul MN., on July 9, 2015 (© Rebekah A. Romero 2015)

Una cellula è come un’industria in cui diversi settori utilizzano macchine particolari per trasformare il prodotto grezzo in prodotto finito. Si intuisce immediatamente che la “manutenzione” degli organelli (le macchine industriali del nostro esempio) è estremamente importante per il corretto funzionamento cellulare. Read More »